martedì 11 settembre 2012

giovedì 6 settembre 2012

BOOKWORM #24 - "Cercando Alaska" e "The fault in our stars" di John Green



Avete presente quei libri o quegli autori di cui tutti parlano e voi vi fate aspettative altissime che invariabilmente vengono deluse quando li leggete effettivamente? Ecco, non è il caso di John Green. 

Ho amato appassionatamente questo autore dal primo momento in cui ho letto i suoi libri e visto i video che gira in accoppiata con il fratello come Vlog Brothers. Per il momento ho letto "Cercando Alaska" e "The fault in our stars", che sta per uscire in Italia in ottobre con il titolo "Colpa delle nostre stelle" (Rizzoli, 320 pagg, 16,00 euro). Sono fermamente intenzionata a leggerli tutti, e cerco di spiegarvene il motivo nel video qui sopra. 

Vi lascio alla visione del filmato e... "Don't forget to be awesome"!

venerdì 31 agosto 2012

BOOKWORM #23 - "Ragazzo da parete"/"The perks of being a wallflower", di S. Chbosky



Avevo aspettative alte, lo confesso. Magari non di eccellente letteratura, ma di un romanzo avvincente ed emotivamente convincente, di uno spaccato emozionale di una generazione o comunque... Che cosa? Qualcosa... 

"Ragazzo da parete", titolo italiano di "The perks of being a wallflower" di S. Chbosky, è uno di quei libri amati da un'intera generazione e io avevo tutta l'intenzione di rendere omaggio a quella generazione a quell'esperienza. Le aspettative però sono creature capricciose, volubili, infide. E così, è arrivata la delusione. Questo romanzo infatti non mi è piaciuto affatto, e nel video cerco di spiegarvi il perché. 

Ora è in arrivo il film, e non so nemmeno io se andare o meno a vederlo. Chissà, magari questa volta le mie aspettative saranno così basse che il film finirà per piacermi...

E voi? Siete curiosi di leggerlo e/o di andarlo a vedere?

sabato 18 agosto 2012

BOOKWORM #22 - "La colpa", di Lorenza Ghinelli


Orientata dal Premio Strega 2012 e ispirata dal mio obiettivo di raggiungere una maggiore conoscenza della letteratura italiana contemporanea, ho pensato di parlarvi del romanzo "La colpa" di Lorenza Ghinelli, che ho letto quest'estate subito prima di partire per le ferie. Nonostante il notevole successo del suo libro precedente, non avevo mai letto questa autrice, e ho pensato quindi di parlarvene in un video.

A questo punto, dopo aver letto quattro o cinque dei titoli che erano stati in predicato per il premio, comincio a nutrire dubbi e perplessità sui titoli prescelti e sospetto non sia stato saggio da parte mia scegliere di farmene guidare. O forse sono semplicemente io poco in sintonia con la critica italiana... In questo caso non mi dispiace che questo libro sia stato incluso, ma complessivamente, più leggo i romanzi inclusi in elenco, più rimango perplessa...

Mi sono sforzata di raccontarvi le mie opinioni senza fare alcun tipo di spoiler. Fatemi sapere se avete letto questo romanzo e che cosa eventualmente ne pensate. Qual è il vostro preferito tra i candidati al Premio Strega? Che ne pensate dei premi letterari in generale e dello Strega in particolare?

giovedì 9 agosto 2012

L'ECO DEL NYT #12 - "Canada", di Richard Ford


Succede raramente che un romanzo raccolga così tanti accesi consensi come "Canada", l'ultima fatica di Richard Ford. I complimenti sono stati talmente universali sul piano internazionale che questa volta ho deciso di portarvi almeno due voci in termini di critica, ovvero quella, come di consueto, della New York Times Book Review, ma anche quella dell'inglese The Guardian. 

Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco i link agli articoli citati:

giovedì 2 agosto 2012

L'ECO DEL NYT #11 - "Home", di Toni Morrison


Ho approfittato del periodo delle vacanze estive per presentarvi alcune recensioni della rivista dei libri del New York Times. In particolare oggi vi racconto che cosa dice la rivista di una delle più grandi autrici afro-americane, Toni Morrison. Io purtroppo non l'ho ancora mai letta, ma questa recensione del NYT del suo ultimo romanzo "Home" mi ha incuriosito molto, per cui ho pensato di parlarvene. 

Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco il link all'articolo citato:

venerdì 27 luglio 2012

BOOKWORM #21 + L'ECO DEL NYT #10 - "Half a life" e NYT - "Carry the one"

In questo video condivido con voi le mie impressioni di lettura sul libro autobiografico "Half a life", di Darin Strauss, e la recensione de La rivista dei libri del New York Times del romanzo "Carry the one" di Carol Anshaw. In comune questi due titoli hanno il tema: ciò che si prova nel causare la morte di una persona. E' senz'altro un argomento impegnativo, ma ritengo che, se trattato con sensibilità a intelligenza, la letteratura possa contribuire molto alla nostra possibilità di comprendere e affrontare alcuni eventi. 

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco il link all'articolo citato:

venerdì 20 luglio 2012

L'ECO DEL NYT #9 - "Farther away" di Jonathan Franzen



In questo video vi racconto la recensione che la New York Times Book Review ha fatto della raccolta di interventi di saggistica di Jonathan Franzen intitolata "Farther away". In coda si aggiungono una serie di chiacchiere su Franzen e Alice Munro che con buona probabilità non hanno un reale senso. A volte però tra lettori ci si abbandona a considerazioni sognati e trasognate rispetto ai propri autori e libri preferiti, ed è questo che è successo a me nel video... Spero siate indulgenti...

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco il link all'articolo citato:

BOOKWORM #20 - "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" vol I e II, di George R. R. Martin



George R. R. Martin. Che altro aggiungere? Credo di non avere mai conosciuto qualcuno che sia sia imbattuto ne "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" e non se ne sia innamorato. 

Dopo tanta resistenza, finalmente lo ammetto: sono capitolata anche io e sono felice di averlo fatto. Nel video è evidente che sono una fan, punto e basta. Non chiedo nemmeno scusa perché ritengo sia inevitabile per tutti coloro che amano una lettura che avvolge e coinvolge con intrecci imprevedibili, personaggi complessi e riflessioni pregnanti. 

Senz'ombra di dubbio consigliatissimo.

VOTO: 5 su 5

domenica 1 luglio 2012

BOOKWORM #19 - "Amorino", di Isabella Santacroce



Non avevo mai letto nulla di Isabella Santacroce e, se devo essere sincera, sono così ignorante di letteratura italiana contemporanea che non avevo mai nemmeno sentito parlare di lei e del suo controverso "personaggio".

Al suo ultimo romanzo "Amorino" sono arrivata praticamente per caso, trovandolo in classifica in libreria Feltrinelli mentre aspettavo il treno. Il risvolto di copertina mi aveva intrigato e quindi lo ho acquistato, visto che quest'anno mi sono posta l'obiettivo di conoscere più autori italiani. Il risvolto di copertina non lasciava intuire ciò che avrei realmente trovato nel libro, a dire la verità, ma sono comunque contenta di averlo letto, nonostante sia stata una lettura piuttosto difficile...

Cerco di spiegarmi meglio nel video, se avrete voglia di vederlo.

Intanto vi lascio con la mia valutazione.
VOTO: 5 su 5


domenica 24 giugno 2012

L'ECO DEL NYT #8 - Anne Tyler e Matt Ruff




In questo video di racconto la recensione che la New York Times Book Review ha fatto del romanzi:
- "Guida rapida agli addii" (a.k.a. "The beginner's goodbye"), di Anne Tyler;
e
- "The mirage", di Matt Ruff. 


In effetti, come previsto, nel giro di pochissimo tempo la casa editrice Guanda ha dato alle stampe l'ultimo romanzo di Anne Tyler che, indipendentemente dalla recensioni, avrà senz'altro il suo seguito di affezionati lettori. Io personalmente non ho mai letto questa autrice, ma ho un paio di suoi romanzi in attesa in libreria.


Nel corso della conversazione del video, ho inoltre fatto una piccola digressione in direzione dei romanzi di Julia Glass, e in particolare a proposito di "Tre volte giugno" e "Quanti giorni dopo di lei".


mercoledì 20 giugno 2012

BOOKWORM #18 - "Train man" e "La casa della luce"



I due libri di cui vi parlo in questo video sono veramente diversissimi tra loro, ma nascono dalla stessa cultura, che su di me esercita un grande fascino, e che in queste pagine ci regala uno spaccato che per un attimo ne fa intravedere le complessità.

Le storie e gli stili di questi due libri, "Train man" e "La casa della luce", rispettivamente di Nakano Hitori (che di fatto non è che il nome immaginario che sta a indicare tutti gli utenti del forum che hanno contribuito al la storia e alla realtà) e Yoko Ogawa. 

Voi li avete letti? Che cosa ne pensate?

mercoledì 13 giugno 2012

BOOKWORM #17 - "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron



Recentemente è uscito nelle librerie italiane "Coral Glynn", l'ultima fatica di Peter Cameron, mentre ancora è presente in classifica il suo romanzo precedente. In questo video vi parlo proprio di "Un giorno questo dolore ti sarà utile", che mi è piaciuto molto. 

E voi? Lo avete letto? Che ne pensate?

martedì 5 giugno 2012

L'ECO DEL NYT #7 - Hilary Mantel e William Boyd




Alcuni libri si apprezzano mentre li si legge cogliendo appieno l'impatto che hanno su di noi. Altre volte invece, succede che si apprezza molto il romanzo in cui ci si immerge, ma è solo successivamente, a distanza di tempo, che ci si accorge di quanto ci sono piaciuti veramente.
Volumi o autori che all'inizio ci avevano entusiasmato finiscono per sbiadire nella memoria, o per perdere comunque la loro potenza con l'andare dei giorni, dei mesi, degli anni, e libri che ci erano piaciuti ma non ci avevano sconvolto la vita, continuano a crescere e a moltiplicare la loro eco diventando sempre più potenti con il tempo. Mentre si sedimentano, crescono, mettono radici, ci continuano a parlare, a risuonare nei pensieri, ad aprirci scorci, ricordi, immagini, sensazioni. 

Per me "Wolf Hall" di Hilary Mantel appartiene a questa seconda categoria. E così, contrariamente a quanto mi sarei aspettata un paio di anni fa, ora non vedo l'ora di leggere "Bring up the bodies", il seguito ideale (e reale) del romanzo precedente. Sento che mi chiama, perché il precedente è stato una vera valanga: partito da una manciata di emozioni e pensieri, ha preso corpo poco a poco e mi ha travolto. Come resistere ora che anche la rivista dei libri del NYT ne parla in questi termini?

Ugualmente interessante pare essere la nuova fatica di William Boyd, di cui tuttavia ho ancora in arretrato il suo celeberrimo "Ogni cuore umano". "Waiting for sunrise" dovrà quindi aspettare per me, mettendosi diligentemente in fila in attesa non solo dell'alba, ma anche del mio ordine di lettura.

E voi? Avete già letto questi autori? Che impressione ne avete? Riuscirete a resistere?

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco i link agli articoli citati:


mercoledì 30 maggio 2012

BOOKWORM #16 - La saga "The hunger games", di Suzanne Collins



Chiunque mi conosca lo sa: non leggo libri young adult (perché ormai young non lo sono da un bel po' di lune...), considero il fantasy uno dei generi più noiosi dell'universo e non posso tollerare le saghe.

Ebbene, ho letto la saga "The hunger games". E' un libro rivolto a un pubblico giovane e si sente a volte. Nel proseguire dei libri i temi si fanno sempre più adulti, ma come struttura e come impronta sia narrativa che stilistica è un libro YA. Il che non è un difetto ovviamente; semplicemente gli adulti che si accostano a questa saga inevitabilmente se ne avvedranno, ed è importante che ne siano consapevoli, secondo me, onde evitare delusioni. 

Detto questo, la trilogia mi ha avvolto e avvinto, sorpreso ed emozionato. In sintesi, pur presentando una serie di elementi che considero difetti, sono molto contenta di averlo letto, così come di aver visto il film, che mi è piaciuto molto. 

I video che trovate qui sono due: 
- quello in alto è dedicato a chi la saga non l'ha letta, oppure non l'ha terminata.  Non contiene quindi spoiler;
- il video sotto è dedicato a chi invece ha terminato di leggere tutta la trilogia. Gli spoiler ci sono eccome. 

E voi? Lo avete letto? O avete intenzione di leggerlo? Fatemi sapere che cosa ne pensate!
E che la fortuna possa essere sempre a vostro favore!





VOTO: 4 su 5

giovedì 24 maggio 2012

L'ECO DEL NYT #6 - Nadine Gordimer e Nell Freudenberger




Ebbene sì, lo confesso: non ho mai letto niente di Nadine Gordimer. Più volte mi ha tentato, ma alla fine altri libri hanno preso il sopravvento. E ora arriva questo romanzo, "No time like the present", che mi attira moltissimo, e chissà che sia la volta buona. La recensione della New York Times Book Review lo presenta in domo eccellente, e nel video vi parlo di questo e di un altro romanzo che ha colpito la mia attenzione e di cui mi sono subito mandata un estratto tramite Kindle, per non rischiare che sgusci via dalla mia memoria. 
Mi riferisco a "The newlyweds" di Nell Freudenberger. Se siete curiosi di ascoltare una sintesi della critica che ne fa il New York Times, nel video cerco di raccontarvelo. 

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco i link agli articoli citati:

domenica 20 maggio 2012

BOOKWORM #15 - "Il figlio dello sconosciuto", di Alan Hollinghurst



Ho atteso per un po' prima di parlarvi di questo splendido romanzo. Il motivo è molto banale: lo ho letto quest'estate quando ancora non era stato tradotto in Italia. Ho quindi deciso di aspettare un po', fiduciosa verso il buon senso e il buon gusto dei nostri editori.

Come successo per il precedente romanzo, dal titolo "La linea della bellezza", a pubblicare "Il figlio dello sconosciuto" di Alan Hollinghurst è stata nuovamente la Mondadori. Sappiamo tutti che a livello di prezzo questa non è una buona notizia, ma il libro questa volta lo vale - sperando che la traduzione renda giustizia alla magnifica prosa dell'autore. 

VOTO: 5 su 5

martedì 8 maggio 2012

BOOKWORM #14 - "La collezionista di ricette segrete", di Allegra Goodman


Quest'estate ho letto l'ultimo romanzo di Allegra Goodman "The cookbook collector". Era la prima volta che leggevo quest'autrice ma ne avevo sentito parlare spesso e in toni molto lusinghieri. 

Recentemente questo romanzo è uscito anche in Italia con il titolo "La collezionista di ricette segrete". 

Nel video cerco di raccontarvi le mie impressioni su questo libro e sulle scelte editoriali americane e italiane. La copertina e il titolo in particolare infatti spesso orientano non solo la scelta del lettore rispetto all'acquisto del libro, ma anche rispetto alle sue aspettative al riguardo, in particolare se si tratta di un acquisto d'impulso, in cui chi decide di acquistare il romanzo non conosce l'autore né sa nulla del libro in questione prima di prenderlo. 

Quando le attese non si rivelano appropriate a volte il libro può essere il massimo capolavoro della letteratura internazionale, ma chi legge rimarrà deluso, e rischierà di non riuscire a disfarsi delle proprie aspettative per aprirsi al libro in sé e per sé. Ciò che spesso accade secondo me è che si insinua nella mente del lettore una lotta, una frizione in cui a perdere sono tutti: il lettore, che rimane deluso, l'autore, che rimane incompreso, e la casa editrice, che si ritroverà con clienti insoddisfatti. Questo è il motivo per cui in questo caso mi soffermo in modo particolare sulla questione della copertina e del titolo. 

E voi? Che cosa fate quando vi rendete conto che il libro è sostanzialmente diverso da come ve lo aspettavate?

VOTO: 4 su 5





venerdì 4 maggio 2012

BOOKWORM #13 - "Molto forte, incredibilmente vicino", di Jonathan Safran Foer



Periodicamente nel gruppo di Facebook "Youtubers che parlano di libri" si organizzano delle letture comuni. Questo mese il libro scelto è stato "Molto forte, incredibilmente vicino", di Jonathan Safran Foer. 

Io ho un rapporto molto particolre con questo autore, e ho cercato di parlarvene in questo video.

Fatemi sapere se lo avete letto e che cosa ne avete pensato anche voi!

Ne approfitto anche per invitare tutti a unirsi al gruppo di Facebook Youtubers che parlano di libri. E' aperto a tutti, non solo a chi filma le proprie opinioni sui libri, ed è un insieme coeso, dinamico, divertente e  appassionato di amanti della lettura di ogni tipo. Se vi piace condividere la vostra passione letteraria, scoprire nuovi autori, confrontarvi sui vostri gusti, questo è davvero il gruppo che fa per voi: venite a trovarci!

VOTO: 4 su 5

martedì 1 maggio 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #10 - Wait wait...letterario


Esiste una splendida e divertentissima trasmissione radiofonica americana che si intitole "Wait wait... don't tell me". Di solito affronta settimanalmente tematiche relative alla politica, ed è disponibile gratuitamente ogni domenica in forma di podcast facilmente recuperabile anche in itunes. 

Perché ve ne parlo qui? Perché è incredibilmente divertente (sfido chiunque a sentire un episodio a caso e a non scoppiare a ridere di gusto parecchie volte) e perché la settimana scorsa ha dedicato l'intera trasmizzione alla versione letteraria del format tradizionale. 

A me è piaciuta moltissimo, per cui ho pensato di condividerne il link con voi: "Wait wait... don't tell me"
Da qui potete ascoltare la trasmissione senza scaricarla, in semplice streaming.

Buon ascolto!


giovedì 26 aprile 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #9 - Joseph Anton: l'autobiografia di Salman Rushdie


Il 18 settembre negli Stati Uniti uscirà un libro di memorie di Salman Rushdie che parlerà del periodo che lo ha visto costretto a nascondersi dopo la fatwa che lo ha condannato a morte per la pubblicazione de "I versi satanici" nel 1989. 
L'Ayatollah Khomeiniaveva infatti considerato il libro un insulto al profeta Mohammed e Rushdie era fuggito e aveva assunto il nome Joseph Anton (dai suoi autori preferiti - Joseph Conrad e Anton Chekhov). 

"Joseph Anton" sarà proprio il titolo di questa autobiografia: "E' stato strano per me dover cambiare nome", ha dichiarato infatti l'autore al New York Times: "Siccome mi ha sempre messo a disagio, ho pensato che questo titolo potesse esprimere bene il dramma, la stranezza e il disagio di quegli anni".

Il libro, secondo quanto emerge dal blog di Rushdie, parlerà della tragicomica esperienza di vivere con una guardia armata, del rapporto stretto che si è venuto a instaurare con chi lo proteggeva, della fatica per ottenere il supporto dei diversi governi, delle case editrici, dei giornalisti e dei colleghi scrittori, e soprattutto di come ha riconquistsato la propria libertà.

Fonte: The Huffington Post

martedì 24 aprile 2012

L'ECO DEL NYT #5 - Oates, Barry, Krasznahorkai e Levin



I libri interessanti recensiti dalla New York Times Book Review sono stati davvero parecchi nel mese di marzo. Ho deciso quindi di proporvene quattro, in due video di rpesentazione diversi. 

Nel video in alto trovate la recensione dell'ultimo attesissimo romanzo di Joyce Carol Oates "Mudwoman" e del romanzo d'esordio di Kevin Barry "City of Bohane".

Nel video in basso trovate la recensione al primo romanzo di Laszlo Krasznahorkai "Satantango", e alla raccolta di racconti di Adam Levin "Hot pink".

Qualcuna di queste nuove uscite vi incuriosisce particolarmente? 

Personalmente, devo dire che io sono molto attratta dall'ultimo romanzo di Joyce Carol Oates, autrice di cui ho letto solo "Bestie", romanzo che, a dirla tutta, non mi ha fatto impazzire. Qua e là però ho letto anche dei saggi critici sulla letteratura scritti da lei: quelli sì, li ho apprezzati. Questo ultimo romanzo pare avere un respiro più ampio e più intimo.
Ho già in lsta d'attesa un altro romanzo di Joyce Carol Oates, ovvero "Una famiglia americana", per cui credo che leggerò quello prima di "Mudwoman", ma ho aspettative parecchio alte per quest'ultimo romanzo.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco i link agli articoli citati:
- http://www.nytimes.com/2012/04/01/books/review/mudwoman-by-joyce-carol-oates.html?pagewanted=all
- http://www.nytimes.com/2012/03/18/books/review/laszlo-krasznahorkais-satantango.html?pagewanted=all
- http://www.nytimes.com/2012/03/25/books/review/hot-pink-stories-by-adam-levin.html?pagewanted=all
- http://www.nytimes.com/2012/04/01/books/review/city-of-bohane-by-kevin-barry.html?pagewanted=all


venerdì 20 aprile 2012

BOOKWORM #12 - "Dance dance dance", di Haruki Murakami



A volte penso che ci voglia non solo l'incontro giusto tra chi scrive e chi legge, ma anche il momento giusto per questo incontro. 

Così è stata per la la lettura di Haruki Murakami
La prima volta, lo ho incontrato con "Norwegian wood" (di cui purtroppo non sono ancora riuscita a vedere l'adattamento cinamatografico), ed era più di 10 anni fa. Ricordo che ha lasciato in me un segno profondo, ma di difficile decifrazione. La seconda volta è stato circa 5 anni fa, con "La ragazza dello Sputnik". Ricordo di aver pensato che Murakami scriveva benissimo, ma che qualcosa mi sfuggiva, come una coincidenza persa per poco. 

Ma ora... Ora è arrivato il momento. 
Sentivo parlare di "Dance dance dance", di cui avevo letto in passato molte recensioni. Eppure questa volta lo ho avvertito come un richiamo. Stavo anche leggendo altro, ma non ho saputo aspettare: lo ho iniziato d'impulso e terminato nel giro di pochi giorni. Terminato di leggere fisicamente, intendo, perché dentro di me lo sento ancora, e penso che lo sentirò a lungo.

VOTO: capolavoro

giovedì 19 aprile 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #8: Chi vuole comprare il Distretto 12 di The Hunger Games?


Se avete 1.4 milioni di dollari in più di cui non sapete che cosa fare, da oggi potreste comprare il Distretto 12 della fortunata serie The hunger games.
Mi riferisco chiaramente a quel fazzoletto di terra del Nord Carolina in cui si è girata la versione cinematografica della avventure di Katniss Everdeen e Peeta Mellark, ora messo in vendita dal proprietario, un uomo di 83 anni esasperato da orde di turisti.
Il paesino in questione è il Henry River Mill Village, a 70 miglia da Asheville, N.C., e un tempo era una zona tranquilla e quieta, ora meta di migliaia di fan accaniti provenienti da ogni dove.
Il proprietario ha ammesso di non aver mai letto la serie, ma ha comunque dichiarato che spera che l'acquirente sia un fan dei romanzi, in modo che possa preservare la sua proprietà così com'è ora.
Che la fortuna sia sempre dalla sua parte!

Fonte: Huffington Post


mercoledì 18 aprile 2012

PREMI E RICONOSCIMENTI #3: Le streghe son tornate


Tremate lettori, tremate, il Premio Strega è tornato.

Se l'anno scorso il vincitore è stato Edoardo Nesi con "Storia della mia gente", ecco invece i 18 candidati di quest'anno:

- La logica del desiderio (Giulio Perrone Editore) di Giuseppe Aloe

l silenzio dell’onda (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio

La fame delle donne (Manni) di Marosia Castaldi

Piccolo testamento (Laurana) di Gabriele Dadati

Così in terra (Dalai Editore) di Davide Enia

Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois

- La colpa (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli

Malacrianza (Nutrimenti) di Giovanni Greco

L’ultima passeggiata (Mursia) di Gabriella Guidi Gambino

Il corridoio di legno (Voland) di Giorgio Manacorda

La rabbia (Transeuropa) di Marco Mantello

La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango) di Gaia Manzini

Luna di notte (Gremese) di Amos Mattio

La sesta stagione (Cavallo di ferro) di Carlo Pedini

- Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) di Alessandro Piperno

Amorino (Bompiani) di Isabella Santacroce

Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi

Il vuoto intorno (Il foglio letterario) di Claudio Volpe
Lo ammetto: la mia ignoranza in campo di letteratura italiana è enorme, purtroppo. 
Quest'anno mi sono data l'obiettivo di leggere più autori italiani, ma per ora ne ho macinati molto pochi. Ne ho acquistato qualcuno però, con l'idea di leggerli appena se ne presenti l'occasione: che sia questa, l'occasione? Perché a dirla tutta non ho letto nessuno di questi libri, ma ne ho tre. 
Voi li avete letti? Avete un favorito, o comunque una lettura da consigliarmi, tra questi titoli?

sabato 14 aprile 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #7: "Il falso principe" il nuovo Harry Potter?


La casa editrice Scholasticha ha pubblicato Harry Potter, The Hunger Games e La straordinaria Invenzione di Hugo CabretQualcosa di romanzi dedicati a un pubblico di giovani adulti evidentemente sanno, e ora stanno per pubblicare un nuovo romanzo: "The false prince" ("Il falso principe") di Jennifer A. Nielsen. Lo slogan di presentazione dice: "Quattro ragazzi, Un piano pericoloso, Un intero regno da ingannare". Sarà il primo di una saga che si chiamerà The ascendance Trilogy.

Ecco la storia. Sage è un giovane orfano che viene prelevato da una casa per ragazzi svantaggiati insieme ad altri tre ragazzi: sono stati scelti per partecipare a una gara il cui vincitore impersonerà lo scomparso Principe Jaron. Il regno di Carthya infatti ha bisogno di una nuova guida per impedire una guerra civile dal momento che re, regina e principe sono stati uccisi. I ragazzi però scopriranno presto che si tratta di una lotto all'ultimo sangue e che il nobile Connor intende fare del vincitore il suo burattino in modo da essere il vero regnate, pur se dietro le quinte. 

La concorrenza diventerà spietata, la storia avrà una serie di colpi di scena e la conclusione sarà sorprendente, da rimanere incollati dalla prima fino all'ultima pagina: questo promettono gli editori. E promettono anche che, sebbene il regno sia immaginario, i personaggi sembrano reali e la storia convincente. In particolare Sage viene descritto come uno dei punti forti del libro: sconsiderato e un po' burbero, ma anche coraggioso e in fondo un bravo ragazzo - un personaggio tridimensionale per cui poter davvero fare il tifo.

Nonostante all'apparenza la trama suggerisca una maggiore somiglianza con The hunger games che con Harry Potter, sembra invece che questa nuova avventura ricordi maggiormente i libri della Rowling, anche se non ci sono elementi magici o sprannaturali : l'attenzione è più concentrata sugli intrighi politici, e sulle cospirazioni di corte.

Sono già stati acquistati i diritti d'autore per il film e si sta lavorando all'adattamento cinematografico. Se siete curiosi, potete addirittura leggerne qui il primo capitolo.

E voi che ne dite? Hanno annunciato tante volte e di tanti libri che sarebbero stati il prossimo Harry Potter. Che sia la volta buona?

Fonte: Hollywood reporter

BOOKWORM #11 - "Il re pallido", di David Foster Wallace



Abbiate pietà di me... David Foster Wallace è uno dei miei autori preferiti, e ne sono totalmente innamorata. Come spesso succede, almeno a me, in questi casi, il video che ho provato a registrare dopo la lettura del suo ultimo romanzo (incompiuto) "Il re pallido" è più lacunoso e imbarazzante del solito...

Condivido comunque con voi le mie impressioni, così come sono stata poveramente in grado di registrarle...
Una preghiera: leggetelo, non vi fate ingannare dalla mia incapacità, è davvero splendido...

VOTO: capolavoro
 

venerdì 13 aprile 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #6 - Il nuovo romanzo di J.K. Rowling


Ci siamo: la casa editrice Little Brown ha annunciato titolo e data di pubblicazione del prossimo libro dell'amatissima J.K. Rowling. Si chiamerà "The Casual Vacancy" e uscirà il 27 settembre 2012, abbastanza presto in fondo.

Se vi aspettate un seguito di Harry Potter o storie di magia o anche semplicemente un romanzo per ragazzi... Ripensateci. 
Sì, perché il nuovo libro sarà un romanzo per adulti: "Harry mi ha regalato la libertà di esplorare nuovi territori", ha infatti sichiarato l'autrice, che in questi stessi giorni ha lanciato anche il suo nuovo sito

Questa in breve la trama del nuovo romanzo: la piccola cittadina inglese di Pagford viene sconvolta dall'improvvisa mortedi Barry Fairweather. Pagford infatti sembra un posto sereno e pacifico, ma sotto le apparenze è in realtà una città in guerra. La morte di Fairweather lascia infatti vacante una posizione chiave nel consiglio parrocchiale e questo scatenerà la più grande lotta intestina che la cittadina abbia mai visto.

Immagino che il romanzo sia destinato a scalare le classifiche nel nano-secondo esatto in cui viene messo in pre-vendita, e non escludo di essere tra quelli che contribuiranno a questa statistica. 

E voi che ne pensate? Vi ispira la trama di "The casual vacancy"? Pensate di acquistarlo subito o aspettate di raccogliere opinioni di altri lettori prma di avventurarvi in questa nuova fase post Harry Potter?


INCHIOSTRO SULLE DITA #5 - "Stanchi - Vivere con la Sindrome da fatica cronica"


E' uscito in questi giorni in libreria il libro “Stanchi – Vivere con la Sindrome da Fatica Cronica”, curato dalla dr.ssa Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana onlus di Aviano (PN), edito dalla SBC Edizioni.

Si tratta di una vera e propria novità che intende dare voce a diverse testimonianze di malati di CFS (e talvolta dei loro cari), che spiegano e raccontano in prima persona che cosa significa vivere, sopravvivere e convivere con questa malattia invalidante.

Fa capire come la Sindrome da Fatica Cronica, nota anche come Encefalomielite Mialgica, sia una malattia grave che a causa del suo nome spesso viene ridicolizzata, o fraintesa. Soffrire di CFS/ME infatti non significa solo essere molto stanchi, esperienza che tutti abbiamo provato nella vita: è una  spossatezza cronica così grave da somigliare semmai alle fasi terminali dell'AIDS.

Le testimonianze raccolte lo mostrano bene: "Ci sono persone che hanno dovuto abbandonare il lavoro, che si sono ammalate da piccole, che hanno cercato di togliersi la vita perché non reggevano la pesantezza dei sintomi, che non sono state credute e sono state messe in ospedale psichiatrico, che hanno penato a lungo prima di ottenere una diagnosi...", dichiara la curatrice: "I partecipanti sono persone dai più vari percorsi della vita, che in qualche caso hanno la CFS/ME da moltissimi anni, in qualche altro da poco tempo, che la hanno avuta in forma molto severa e in forma leggera".

Il titolo, "Stanchi", vuole rivendicare la specificità e gravità pervasiva di questo sintomo, ma anche dire molto di più: che i pazienti sono stanchi dello scetticismo, dell’incomprensione e del dover difendere la propria malattia dal ridicolo dell'ignoranza.

Il libro ha una prefazione del prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica al CRO di Aviano, ma non è inteso per "per tecnici". E' anzi rivolto a tutti: pazienti, familiari, estranei incuriositi che vogliono saperne di più, ...

Tutti i proventi della vendita andranno in beneficienza a favore delle attività della CFS Associazione Italiana onlus di Aviano (PN) e di quella di Pavia, la Associazione Malati di CFS onlus.

martedì 10 aprile 2012

BOOKWORM #10 - Edmund White



In questo video vi presento le mie opinioni a proposito di un autore di cui ho sentito parlare molto a lungo prima di decidermi a leggerlo. Sto parlando di Edmund White, di cui ho letto "Ragazzo di città", un libro di memorie ricchissimo di spaccati interessanti e davvero ben scritto. 

Il motivo per cui mi è venuta voglia di parlarvene però è che negli USA recentemente è uscito un nuovo romanzo di questo stesso autore, dal titolo "Jack Holmes and his friend". 

La New York Times Book Review lo ha recensito e mi è parso molto interessante e particolare. 

E voi? Avete degli autori che sentite nominare regolarmente ma che non avete ancora letto? O se lo avete letto dopo una lunga attesa, che impressione vi ha fatto assaggiarlo in prima persona dopo averne sentito parlare tanto?

Per quanto riguarda la mia esperienza di Edmund White, devo dire che risponde abbastanza alle aspettative che mi ero creata sulla base delle anticipazioni e delle recensioni raccolte nel corso del tempo, e non posso che esserne contenta. 

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco il link all'articolo citato:

Voto: 4 su 5

lunedì 9 aprile 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #4 - Anne Rice intervistata da Stephen Colbert


The Colbert ReportMon - Thurs 11:30pm / 10:30c
Anne Rice
www.colbertnation.com
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Condivido con voi la recentissima intervista ad Anne Rice nel divertentissimo programma di Stephen Colbert "The Colbert Show" di ieri sera. 

L'intervista si sofferma sul suo nuovo romanzo "The wolf gift", sul recente proliferare di storie di vampiri, e sulla sua conversione al cattolicesimo e successiva de-conversione, per così dire. 

Il nuovo romanzo, non ancora uscito in Italia ma immagino di prossima pubblicazione, è ambientato al tempo presente in California e parla, come si può immaginare dal titolo, di licantropi. 

Il protagonista è un reporter del "San Francisco Observer" che si reca presso la splendida casa di una donna più anziana per scrivere un articolo. Come nella più classiche storie del genere, viene però attaccato e morso nella notte da un animale, che nel buio non riesce a distinguere. 
A questo episodio faranno seguito una serie di trasformazioni tra il terrificante e il seduttivo, che lo portano a provare al contempo estasi e orrore, desiderio di abbandonarsi alla trasformazione e timore di ciò che sta diventando. 
Verrà cacciato, si innamorerà e cercherà la salvezza come solo le anime tormentate dei protagonisti dei suoi romanzi sanno fare. 

E voi lo avete letto, o intendete leggerlo? Che ve ne sembra?



domenica 8 aprile 2012

L'ECO DEL NYT #4: I nuovi romanzi di DuBois e Cameron


Questa volta mi sento relamente, ragionevolmente certa del possibile prossimo arrivo anche in Italia dei due romanzi di cui vi presento oggi la recensione della New York Times Book Review.

Sto parlando del romanzo di debutto "A partial history of lost causes" di Jennifer DuBois, un libro che sta raccogliendo talmente tanti consensi da rendere realistico l'inizio del conto alla rovescia per la pubblicazione.

L'altro libro di cui vi parlo è "Coral Glynn", di Peter Cameron, ovvero l'autore del celeberrimo (anche in Italia) "Un giorno questo dolore ti sarà utile" (2007, Adelphi), che sta scalando le classifiche di vendita (e spero di lettura ) italiane proprio in questi giorni. Diciamolo, a questo punto è quistione più di quando che di se.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco i link agli articoli citati:


 


sabato 31 marzo 2012

BOOKWORM #9 - "The help", di Kathryn Stockett



So che mi sto esponendo all'ira di tutti (e sono molti) gli appassionati del fortunato romanzo "The help", di Kathryn Stockett, eppure per me era importante fare questo video. 

Ci sarebbero state molte cose da dire, come è inevitabile, ma ho scelto di proposito di concentrarmi sugli aspetti legati alla rappresentazione della servitù nera perché in Italia non ho sentito menzionato molto questo aspetto, e lo ho quindi ritenuto necessario. 

Ci sono romanzi, come questo, che hanno come intento programmatico una riflessione sulla realtà, sulla storia, su ciò che ha da dirci su di noi, sul nostro presente e sul nostro futuro. 
Mi interrogo sempre molto sull'annosa questione di quanto il libro debba essere letto, sentito, valutato "insularmente" o in relazione al suo contesto - in questo caso in relazione agli eventi storici di cui narra e anche alle reazioni che ha suscitato in termini di dibattito culturale. Mi interrogo sempre e non ho mai una risposta, almeno non definitiva. 

In questo caso, la natura stessa di questo romanzo mi sembra che legittimi questa seconda opzione, considerato che si pone in posizione dialettica verso un certo atteggiamento culturale, e che di fatto è riuscito a smuoverlo in qualche misura, pur se diversamente da come aveva inteso farlo, (ovvero suscitando a sua volta indignazione e sdegno da parte della cultura nera). 

Forse per questo, ho pensato che potesse ospitare una riflessione che esce dalle pagine del libro in senso stretto, ma che fa più estesamente i conti con l'eredità che raccoglie e con quella che lascia. Perché forse, almeno secondo me, "The help" potrebbe non essere d'aiuto.

VOTO: 2 su 5



venerdì 30 marzo 2012

L'ECO DEL NYT #3 - NYT Book Review 24.02.12



Febbraio e marzo sono stati mesi ricchi di presentazioni interessantissime nel nuovo panorama narrativo presentato dalla New York Times Book Review.

Ecco due video girati a proposito di due romanzi in uscita che hanno attirato particolarmente la mia attenzione:

- "By blood", di Ellen Ullman
e
- "The starboard sea", di Amber Dermont




Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, ecco i link agli articoli citati:
 
 
 

INCHIOSTRO SULLE DITA #3 - George R. R. Martin legge il nuovo libro




Avete voglia di sapere come proseguirà la trama della saga "A song of ice and fire" ("Le cronache del ghiaccio e del fuoco") di George R. R. Martin? Siete curiosi di sapere che cosa pensa del successo dei suoi romanzi, di Tony Soprano, del suo rapporto con i fan? Vi state chiedendo con quali dei suoi personaggi andrebbe volentieri a cena? O quale sia il suo rapporto con Hollywood rispetto ad esempio all'adattamento televisivo? Vi siete mai interrogati su quali siano i personaggi con cui si identifica di più?

A queste e altre domande Martin risponde in questa golosissima intervista tenutasi a Toronto. In quell'occasione, ha anche letto stralci tratti da "The winds of winter", il sesto romanzo (su sette totali previsti) in uscita di questa amatissima serie letteraria, di cui non si conosce ancora la data di pubblicazione. 

Pare che al momento ne abbia scritte circa 200 pagine, ma ha già una mappa mentale della fine, almeno nelle sue linee principali, e si aspetta di terminare la scrittura in due o tre anni. Anzi, secondo l'intervista che ha rilasciato a Entertainment Weekly, ne ha informato i produttori televisivi "in caso venisse investito da un camion". 

Che ne pensate?



Fonte: Huffington Post

PREMI E RICONOSCIMENTI #2 - Il vincitore del PEN/Faulkner Award


Quelli che vedete nel video erano i 5 finalisti del prestigioso PEN/Faulkner Award per la narrativa americana del 2012. In passato hanno vinto autori celebri come Philip Roth (di cui sono molto contenta) e John Updike (di cui sono molto meno contenta).
Il 26 marzo è stato nominato il vincitore di quest'anno, ovvero...

...Rullo di tamburi...

"Venivamo tutte per mare" (titolo originale "The Buddha in the attic"), di Julie Otsuka. L'autrice ha ricevuto un premio di 15,000 dollari. Al di là della somma in sé (che comunque, buttala via...), ciò che conhta è soprattutto il riconoscimento letterario.

Ammetto di essere rimasta un po' delusa, perché facevo il tifo per Don DeLillo, uno dei miei autori preferiti in assoluto. Ad ogni modo, ho apprezzato abbastanza il romanzo di Julie Otsuka (peraltro l'unico ad oggi arrivato in Italia), e gli altri non li ho letti ancora... Se volete sapere di più sulla mia opinione in merito, ecco il link: BOOKWORM #6 - "Venivamo tutte per mare", di Julie Otsuka.

E voi? Chi avreste voluto che vincesse?


giovedì 29 marzo 2012

INCHIOSTRO SULLE DITA #2 - "1984" e "La torre nera": i film



Sarà l’acclamazione tra critici e appassionati dell’ultimo romanzo di Haruki Murakami (村上 ) “1Q84”, sarà per il successo letterario e cinematografico della trilogia "The Hunger Games" di Suzanne Collins, ma a quanto pare potrebbero fare un adattamento cinematografico del romanzo di George Orwell1984”.

Ancora non sono state fissate date né niente, ma l’Hollywood Reporter ha scritto che la Imagine Entertainment (la casa di produzione di Brian Grazer e Ron Howard, per intenderci) a quanto pare sta pensando di fare il grande passo.

Non che sia una vera e propria novità, a dirla tutta, perché di fatto ne esistono già 3 film per la TV e, nel 1984 (ebbene sì…), un film per il cinema con John Hurt e Richard Burton valutata in Rotten tomatoes con un punteggio di 6,4 su 10.

Ron Howard ha l’occhio lungo comunque, perché Deadline.com riferisce che il progetto per l’adattamento cinematografico di “La torre nera” di Stephen King stia riprendendo quota grazie anche allo zampino della Warner Bros. (e quindi – colpo di scena - non più della Universal).

Ancora non si conosce la presunta data di uscita di nessuno dei due. Mentre aspettiamo, dunque, ho giusto giusto il tempo di una confessione: io non ho ancora letto nessuno dei due romanzi... Chi li ha letto che ne pensa? È una buona idea farne un film?

Quando amo un libro, succede sempre che sono estasiata e contemporaneamente terrorizzata all’idea di una versione cinematografica.
Ricordo ad esempio “Ritratto di signora” di Henry James. Ero contentissima quando ho visto che a interpretarla sul grande schermo ci sarebbe stata un’attrice che adoro, ovvero Nicole Kidman, per di più con la regia di Jane Campion. …Una delusione infinita… Bruttissimo… Ci ho proprio sofferto.

E voi? Avete vissuto anche voi delle delusioni cinematografiche di un libro che avete amato?

INCHIOSTRO SULLE DITA #1 - Scrittori... a letto





Il sito online "Apartment therapy" ha pubblicato una galleria di camere da letto di scrittori famosi: Truman Capote, Virginia Woolf, Ernest Hemingway, William Faulkner, Sylvia Plath e molti altri. 

Riuscite a indovinare di chi è quella qui sopra?

Mentre ci pensate, ecco altri esempi:


La camera semplice ed elegante di Truman Capote nella sua casa sulla spiaggia negli Hamptons. 


La camera da letto della meravigliosa Virginia Woolf, una delle mie autrici preferite in assoluto. Notate che splendida libreria? Spesso ricopriva le copertine dei libri lei stessa con carta colorata...


La stanza di Ernest Hemingway nella sua casa di Key West, che io diversi anni fa ho visto di persona!


La camera di Flannery O'Connor, che scriveva proprio sulla scrivania di questa stanza


Non fatevi ingannare: si tratta della stanza di William Borroughs, di cui Patti Smith era amica personale. 


La stanza del Barbizon Hotel dove ha alloggiato a lungo Sylvia Plath


La camera di Henry David Thoreau. Proprio come me la aspettavao: semplice, essenziale, con colori naturali. 


Ebbene sì, questa è la stanza di VictorHugo a Parigi. Particolarissima, ricchissima, veramente particolare


E come non includere la camera di Proust? Il suo rifugio dalla polvere e dai rumori del mondo

E la foto all'inizio? Avete indovinato?
E' la stanza della splendida Emily Dickinson, che ha scritto gran parte delle sue poesie proprio su quel piccolissimo scrittoio...

Ve le aspettavate così? Di quali autori vorreste vedere la camera? In che camera vi trasferireste?

Se vi incuriosisce vederne altre, ecco il link all'articolo: Literary style






BOOKWORM #8 - "Comedy in a minor key", di Hans Kellson



"Comedy in a minor key" è un romanzo di Hans Kellson non ancora uscito in Italia. Io lo ho letto nella sua traduzione in inglese. 

E' un romanzo che riesce in qualcosa di molto difficile: dire qualcosa di nuovo e suscitare emozioni e pensieri nuovi rispetto a un tema molto battuto e conosciuto. Il tema in questione è la persecuzione degli ebrei nel periodo nazista. Lo so, lo so, si è già scritto tutto su questo argomento. Ma forse invece no, non proprio tutto. 

Di fatto questo romanzo, scritto in modo sobrio ed elegante senza risultare spigoloso o troppo asciutto, riesce in questa impresa e a me ha lasciato molto. 

Per chi è interessato a questo argomento in una prospettiva nuova e volesse sperimentarsi in una lettura in inglese, linguisticamente ritengo possa essere sufficientemente accessibile anche ai non esperti. In ogni caso e in ogni versione riusciate a trovarlo, leggetelo: ne vale proprio la pena. 

VOTO: 5 su 5

BOOKWORM #7 - "L'uomo dei cerchi azzurri", di Fred Vargas



Ammetto la mia ignoranza. Fino a qualche tempo fa, il nome Fred Vargas non mi avrebbe detto niente, così come non mi diceva niente il nome Adamsberg, ovvero il protagonista del romanzo che vi presento nel video, "L'uomo dei cerchi azzurri" e di tutta la serie di romanzi a lui dedicata. 

Letta la prima volta però, non potrò fare a meno di proseguire, perché le atmosfere e i personaggi sono unici e piacevolissimi, e alo lettore (o per lo meno a me come lettrice) ha lasciato il sincero desiderio di trascorrere ancora un po' di tempo con loro, come fossero persone vere con cui si è trascorso un pomeriggio e si guardano dal finestrino del treno mentre ci si allontana: la promessa è di rivedersi ancora, e il biglietto lo offre la versione di Einaudi che raccoglie i primi tre romanzi che vedono il commissario Adamsberg come protagonista in un unico volume. 

Non lasciatevelo sfuggire, perché di gialli di questo tipo non ne troverete in giro: incantevole, coinvolgente, scritto splendidamente. Consigliatissimo

VOTO: 4 su 5

lunedì 26 marzo 2012

DE GUSTIBUS #1: 21 marzo - giornata mondiale della poesia



Leggere poesia e leggere narrativa il più delle volte sono esperienze piuttosto diverse. ci sono voraci lettori di romanzi e racconti che non leggono da anni una raccolta di poesie, e ci sono intensi lettori di poesie che rimangono tiepidi nei confronti della narrativa. 

Il mio rapporto con la poesia è cambiato moltissimo nel tempo. Per molti, molti anni, è stato assolutamente fondamentale. Leggevo molti autori diversi, trascrivevo in un volumetto (ora purtroppo andato perso nel marasma di due traslochi...) le poesie che mi piacevano di più, imparavo a memoria versi e versi, me li recitavo nella mente per godermeli anche quando ero lontana dalla pagina...

Poi a un certo punto mi sono piano piano allontanata e focalizzata maggiormente, e poi esclusivamente, sulla prosa. Ora un po' per volta mi sto riavvicinando alla poesia, anche se la narrativa rimane ciò a cui penso quando dico "lettura". Non in assoluto, chiaramente, ma per me leggere oggi significa prevalentemente leggere romanzi, o al limite saggistica. Magari con qualche lampo di poesia. 

Il 21 marzo si è festeggiata la giornata mondiale della poesia, e ho quindi pensato di girare questo video per condividere con voi la mia esperienza di lettrice di poesia. 

E voi? Che rapporto avete con la poesia?

domenica 25 marzo 2012

BOOKWORM #6 - Venivamo tutte per mare, di Julie Otsuka





Questo libro, "Venivamo tutte per mare" di Julie Otsuka, in originale ha il titolo ben più evocativo di "The Buddha in the attic". Mi è bastato quello. Ci sono lettori che si fanno attrarre dalle copertine. Io mi faccio attrarre dai titoli. Un titolo come questo, chi mi conosce lo sa, non può che chiamarmi con un canto ammaliatore a cui non riuscirei mai a resistere. Dal primo momento in cui ho visto questo tiolo nella consueta lista dei libri degni di nota dei New York Times del 2011, ho saputo che doveva essere mio. Non c'erano se o ma - dovevo leggerlo il prima possibile.

A questo si aggiunga che di fatto il romanzo tratta uno dei temi che mi stanno più a cuore, ovvero la questione della sorte delle persone di origine giapponese negli Stati Uniti della seconda guerra mondiale.

Questo libro è davvero aprticolarissimo. E' un coro senza rali protagoniste. Direi forse che qui la sotria è protagonista, ma la storia che è Storia ma anche quotidianità umana, fatta di tnate piccole esperienze individuali eppure appartenenti a un'unica voce, a un'unica esperienza. Di fatto è un libro unico che ti fa salire su una nave verso un mondo csonosciuto, ti lascia lì per un po', e poi ti porta via.

VOTO: 3 su 5